I programmi al posto dei nomi. Contro la candidatura di Zaia «soltanto mediatica e che non accetta il confronto politico» il Partito democratico e il centrosinistra lanciano come candidato alla presidenza della Regione Giuseppe Bortolussi, «un uomo ricco di proposte politiche alternative rispetto al governo di destra che ha guidato il Veneto sinora. Una regione priva tutt’ora di un piano dei rifiuti, con un deficit di infrastrutture e di proposte innovative per la produzione di energia».
L’europarlamentare del Partito democratico Debora Serracchiani lancia a Verona la volata a Bortolussi, pur ammettendo che «in Veneto la competizione per noi è difficile, ma qui e anche in altre zone d’Italia noto un grande risveglio di coscienze, da parte di tanti giovani che non sono nostri iscritti, ma si riconoscono nelle nostre proposte politiche e non nell’azione del governo di centrodestra».
Introdotta da Marco Burato, del Pd, consigliere di amministrazione dell’Agsm, la Serracchiani sottolinea anche «la perdita di potere politico dell’Italia in Europa, rispetto a quanto alla presidenza della Commissione Europea c’era Romano Prodi». Con la Serracchiani c’erano anche Roberto Uboldi, candidato del Pd al Consiglio regionale, e Flavio Giusti, candidato sindaco di Vigasio. «A Vigasio ci sarà un autodromo e una enorme urbanizzazione attorno», dice Uboldi, «a cui la Lega dice qui di essere contro, anche se in Regione, dove ha governato, ha votato a favore».E.G.
(Da L’Arena di oggi)
Riportare le cure dentistiche e odontoiatriche sotto il Servizio Sanitario regionale. E’ un’operazione che può essere fatta gradualmente, cominciando col fornire il servizio gratuitamente ai bambini e agli anziani ultra 65enni.
La domanda è implicita, basta guardare ai tanti veronesi e veneti che vanno a curarsi oltre confine, in Slovenia o nei paesi dell’Est europeo, approfittando dei costi inferiori del servizio privato in questi Paesi, ed è tanto più opportuna in un periodo di crisi economica come questo.
Quasi due terzi delle spese della regione veneto sono nella sanità, precisamente negli ospedali. Ci hanno tolto le cure dentali per spendere tutto in appalti, stipendi stratosferici (ci sono primari a Verona che guadagnano più dei parlamentari) e consulenze. Il malaffare nella sanità è una regola più che una eccezione. Ogni settimana sento racconti raccapriccianti sul funzionamento degli ospedali e dei distretti. Ma è logico: girano miliardi senza alcun controllo.
Vedi ad esempio la vicenda esecrabile del direttore dell’Ulss 22 Alessandro Dall’ora che aveva offerto una poltrona da dirigente da 165 mila euro al segretario della Lega Nord di Zevio Nicola Falsirollo senza che questi possedesse alcuna competenza o esperienza specifica in materia. Risultato: dopo la denuncia del Pd gli ispettori regionali hanno stabilito che l’assunzione era illegittima. Leggi qui la vicenda
Con un problema così i nostri amministratori hanno pensato bene di.. toglierci le cure gratuite, per avere molti più soldi da far sparire negli ospedali!
E così la Regione spende tutto in ospedali, distruggendo la medicina sul territorio, l’assistenza domiciliare, la prevenzione. Si potrebbero risparmiare decine di milioni di euro scommettendo sulla medicina vicina al cittadino, quella di cui abbiamo veramente bisogno perché nessuno sia lasciato indietro.
Gli ospedali sono indispensabili, ma ci servono solo un paio di volte nella vita. Quello che è drammaticamente insufficiente per esempio è la cura per gli anziani. Non fruttano soldi, loro. La Regione deve investire sulla medicina di base e l’assistenza domiciliare.
È drammaticamente urgente: dobbiamo cambiare modello. Passare dalla medicina dello sperpero e malaffare a quella del territorio.
Fare in modo che ci sia una rete di medici sempre disponibili a prendersi cura di noi, che ci conoscono di persona, che conoscono i rischi a cui siamo esposti, la nostra famiglia, la nostra storia.
E dobbiamo eliminare il cappio della politica dalla sanità.
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