Il nostro intervento su L’Arena di oggi
GALLERIA TORRICELLE. Ancora polemica sui costi, nel mirino la convenzione con il gestore
«Col traforo pedaggio anche in tangenziale»
Il Pd: «Si pagherà per percorrere la bretella sud, non solo il passante: Il Consiglio aveva votato diversamente». Corsi: «È solo una bozza»
Pedaggio e piano finanziario, ancora scintille sul traforo delle Torricelle. Il Pd contesta che nella bozza di convenzione fra Comune e concessionario del passante nord si preveda di mettere a pagamento la tangenziale sud, «nonostante il Consiglio comunale abbia approvato all’unanimità una delibera, con le osservazioni sul sistema delle tangenziali venete, in cui si prevede di non far pagare il transito sulla tangenziale sud ai residenti a Verona».
Secondo i consiglieri del Pd Roberto Uboldi e Paolo Zanotto «c’è una evidente contraddizione visto che la giunta comunale ha firmato una convenzione, sottoposta ora ai consigli di circoscrizione con la variante urbanistica per il traforo, che smentisce quanto votato dal Consiglio, su proposta della maggioranza». Per gli esponenti della minoranza «è chiaro che la cordata di imprese guidata da Technital promotrice del project financing per costruire e gestire il traforo sa che, per ottenere l’equilibrio finanziario del passante nord, deve non solo metterlo a pedaggio ma anche essere certa che sia a pedaggio anche la tangenziale sud. Perché se così non fosse molti automobilisti veronesi percorreranno quella e non il passante». Zanotto ricorda anche di avere inviato il 9 novembre di due anni fa — come rappresentante del Comune di Verona nell’Autostrada Serenissima, concessionaria della Brescia-Padova — una lettera in cui rilevava che «con la tangenziali a pagamento molte auto si riverserebbero nelle strade cittadine, con effeftti disastrosi sul traffico e sulla salute. Ma a queste lettere nessuno ha risposto».
Uboldi solleva però anche il caso della variante urbanistica che stanno votando i consigli di circoscrizione nella quale, rileva, «sono contenute anche tutte le opere di compensazione come il parcheggio scambiatore di Ca’ di Cozzi e altre. E si dice che sono queste a garantire l’equilibrio finanziario dell’opera. Solo che il piano economico-finanziario (Pef) dell’opera non viene fatto vedere. Nella delibera si specifica che, per non alterare le fasi successive del bando di gara e rispettare la par condicio di altri concorrenti, il piano economico non viene reso pubblico», aggiunge Uboldi, «ma come si fa a votare una variante con le quantità di opere compensative se non conosco il piano economico?». Secondo Uboldi, inoltre, «da quel poco che si sa della variante, la distanza di rispetto di inedificabilità attorno al passante sarà di 40 metri, mentre ne servirebbero almeno 200-300».
L’assessore alla mobilità e infrastrutture, Enrico Corsi, replica in una nota che «nel bando per il passante nord sarà chiaramente indicato che, nella valutazione delle offerte per aggiudicare la concessione, uno dei fattori più importanti di valutazione per l’amministrazione comunale riguarderà l’esenzione dalla tariffazione per la tangenziale sud per i residenti a Verona. Inoltre potrà essere valutato il completo svincolo del passante nord da qualsiasi politica tariffaria o ipotesi di pedaggiamento riguardanti la tangenziale sud, materia peraltro di stretta competenza della Regione».
Corsi, ribadito che la legge non consente di rendere pubblico il Pef prima della gara, precisa che «il documento cui si riferiscono i consiglieri del Pd è, come recita testualmente il frontespizio e come vuole la legge, solo una bozza di convenzione, non un testo definitivo ma suscettibile di modifiche in sede di offerta, che sarà posta a base della successiva gara d’appalto». E l’assessore all’urbanistica Vito Giacino aggiunge in un’altra nota che «se l’obiettivo comune è far sì che lungo il tracciato che attraverserà i quartieri si crei una fascia verde con vincolo di inedificabilità», dice, «l’Amministrazione comunale è assolutamente disposta a un confronto costruttivo con i consiglieri di minoranza, per verificare la fattibilità tecnica di un allargamento dell’area di rispetto, oltre il limite previsto dalla legge. La disponibilità politica dell’Amministrazione c’è poiché la salvaguardia del territorio dei quartieri attraversati dal passante nord è sempre stata al primo posto della nostra azione amministrativa».E.G.
Il Corriere di Verona riporta il mio intervento sul traforo:
E anche Roberto Uboldi si chiede se sia «accettabile che un sindaco, che per definizione è sempre pro tempore impegni le prossime dieci amministrazioni comunali per i 50 anni a venire, visto che questa è la durata della concessione prevista». Secondo Uboldi, inoltre, «dallo stesso programma elettorale del sindaco non si poteva capire bene quale tipo di galleria Tosi volesse realizzare».
«Ben vengano dunque – conclude l’esponente del Pd – le iniziative referendarie sulla galleria. Per noi la priorità è il trasporto pubblico. Anche il Pdl sembra averlo capito, chi ha paura ora del referendum?».
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