Dicevamo in un articolo su questo sito che Zaia, nel cooperante silenzio di Tosi, sta pianificando di far bruciare monnezza a Verona per tutto il Veneto. Aggiungiamo che tra i più probabili siti che ospiteranno centrali nucleari, reintrodotte grazie al voto a Roma della Lega Nord e Zaia, se ne trovano un paio proprio in Veneto.
Ma dove mandare questi rifiuti? In soccorso dell’amico Zaia, Tosi accorre!
Tanto per rendere più chiaro il concetto, presentiamo un gioco flash
Se vi piace il gioco postate pure nei commenti la vostra high score!
Sull’emergenza inquinamento l’amministrazione di centrodestra continua a brillare per improvvisazione e pressapochismo. Sollecitata da un Consiglio comunale straordinario, promosso dal Partito Democratico, a varare misure urgenti contro gli altissimi picchi di Pm10 che si sono registrati in questi primi due mesi dell’anno (a proposito, siamo solo a febbraio e abbiamo già oltrepassato i 35 superamenti all’anno previsti dalla normativa europea) l’assessore all’Ambiente Federico Sboarina ha risposto riproponendo gli incentivi per la conversione a metano della automobili e delle caldaie. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Eppure Sboarina si era dato un gran daffare per spiegarci che il problema dell’inquinamento riguarda tutto il bacino della pianura padana e che da sola Verona non può fare nulla, ma quando i sindaci di Milano e Torino, Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, gli hanno chiesto di aderire alla proposta di blocco “padano” delle auto, fissato per domenica 28 febbraio, il nostro assessore ha fatto spallucce e si è tirato indietro. Domenica 21 febbraio abbiamo avuto un blocco delle auto assai relativo, del tutto funzionale alla maratona cittadina che si è svolta in quel giorno, ma sostanzialmente inutile al fine di constare i picchi di Pm10. Perché, se è vero che fermare le auto non fa diminuire l’inquinamento, per lo meno impedisce che esso aumenti. Nell’ordinanza sindacale firmata da Flavio Tosi erano contenute un trentina di deroghe, che riguardavano, tra gli altri, gli spettatori dello stadio e egli stessi maratoneti. E infatti in giro c’erano auto dappertutto. La domenica successiva si è tenuta un giornata di sensibilizzazione ma senza nemmeno una parvenza di blocco. In questo modo l’amministrazione comunale ha inteso salvare capra e cavoli, evitando di salire alle cronache come l’unica città che non aderiva all’appello dei sindaci di Milano e Torino, senza tuttavia rinunciare a far circolare le macchine. Il solito pasticcio leghista. Del resto, rimarrà negli annali la dichiarazione di un consigliere della Lista Tosi che durante il consiglio comunale straordinario ebbe a dire che il problema delle polveri sottili è “stagionale”. Un po’ come l’allergia ai pollini, pare di capire…
Ecco una breve rassegna stampa:
Ho commentato così su L’Arena di oggi le scelte dell’Amministrazione sulle giornate ecologiche:
«Le circa trenta esclusioni previste dall’ordinanza sindacale hanno reso il blocco del traffico assai relativo, e se i cittadini sono riusciti comunque a godersi la giornata il merito è solo del sole. Caduta la foglia di fico della maratona, l’amministrazione resta ora nuda e imbarazzata di fronte all’impegno di domenica prossima, quando organizzerà una seconda giornata “ecologica”. Più preoccupati dell’indice di popolarità del sindaco che rischiava di apparire l’unico del Nord Italia a non aderire al tavolo dei sindaci della Pianura Padana, che della salute dei cittadini, gli amministratori scaligeri hanno infatti aderito senza convinzione al tavolo.
C’è da augurarsi che le altre città riescano a fare entrare un po’ di sale in zucca ai nostri amministratori, succubbi dell’ideologia leghista che pone il traffico motorizzato privato al di sopra di tutto: nel Parlamento leghista del Nord l’inquinamento non è mai stato all’ordine del giorno».
Leggi l’articolo integrale
Antefatto
Durante il quinquennio Zanotto l’acquisizione del compendio della Passalacqua è severamente contrastata dal centro-destra, successivamente quando viene licenziata la prima bozza del Nuovo Piano di Assetto del territorio lo scontro diventa al calor bianco. Nella bozza infatti è previsto che oltre alle attese strutture per la locale università si possano realizzare 40. 000 metri cubi di nuova residenza ovviamente nel contesto di una pianificazione complessiva del compendio. La presenza di nuova residenze, ancorché prevalentemente previste per docenti e studenti, fa gridare allo scandalo e alla speculazione.
Lo sdegno di Mosele, allora rettore dell’Università
Sui quotidiani del 22 giugno 2004 possiamo leggere le dichiarazioni del magnifico rettore”La Passalacqua deve essere destinata ad attività universitarie e per il quartiere di veronetta. Il Comune ha invece inserito nuove abitazioni, nuovi edifici nell’area della caserma con un intento speculativo che va contro la volontà dell’ateneo. Questo lo confesso è stata una sorpresa che mi ha molto ferito e che mi ha spinto a decidere di candidarmi per la presidenza della provincia. Per fermare le mani sul territorio, anche se queste sono del comune!”
Lo sdegno di Mosele diventa il leit motive della campagna elettorale delle provinciali
E’ l’argomento principe della dura campagna del ballottaggio, affatto scontato fra Mosele e Franchetto, si badi non è la posizione del solo Mosele diventa la posizione di tutto il centrodestra infatti il giorno dopo in una affollata conferenza stampa Benetti e Marchesini (UDC), Mariotti e Sboarina (AN) Giacinto e Leso (F. I) Tosato (Lega) all’unisono proclamano “Mosele ha ragione” assolutamente contrari alla realizzazione di residenza all’interno del compendio, non solo per restare in veronetta il diniego è fermo anche nei riguardi del piano di recupero di alto san Nazaro che infatti raccoglie il loro fermo voto contrario.
Il piano Ferlenga
Anche per dissipare ogni malinteso alla radice si decide di bandire un concorso di idee progettuali per il compendio dell’ex caserma, vengono invitati qualificati professionisti, fra gli altri Gabrielli, Rudy, Eccheli e Ferlenga, i loro progetti vengono esaminati da una commissione composta dai tecnici del comune, dal presidente dell’ordine degli architetti dal rappresentane tecnico dell’università, all’unanimità viene prescelto il progetto del prof. Alberto Ferlenga dell’Università di Venezia. Il progetto si caratterizza per il verde significativo, per l’individuazione di una nuova centralità urbana di cerniera con il quartiere di veronetta, con un asse di penetrazione che la collega con il bastione di Campo Marzio con l’originale idea di un teatro delle mura unico nel suo genere.
Arriva Tosi
Le elezioni come è noto portano a Palazzo Barbieri il centrodestra che ovviamente sfascia tutto quello che era stato pianificato dalla giunta precedente, in soffitta il piano Ferlenga, entusiasmo per la consegna al comune della Passalacqua(contro la quale per la cronaca avevano votato contro), e in occasione del bilancio di quest’anno senza alcun preavviso presentazione alla stampa del nuovo progetto concretizzato in un emendamento Galeotto, si vende parte del compendio per realizzare alloggi (si avete capito bene, alloggi in quantità stratosfericamente superiore a quella prevista dalla giunta Zanotto). Nonostante il finto ritiro dell’emendamento e irregolarità procedurali a cui purtroppo siamo abituati, perche le regole valgono solo per gli altri, l’AGEC pubblica un bando in cui le scelte sulla passalacqua sono già oggetto di una gara e pertanto immodificabili con buona pace delle competenze del consiglio. Sulle irregolarità torneremo poi per ora è opportuno un confronto fra i numeri (non opinioni) dei diversi progetti
I tre progetti a confronto
| Il Progetto Preliminare | Il Piano Ferlenga | Le scelte Attuali | |
| Parco Interno alle mura | Da definire | 150. 000m2 | 140. 000 m2 |
| Superficie della residenza | 15. 000 | 12. 000m2 | 93000 m3 residenziale
31200 m3 dir. commerciale |
| Attività commerciali e di laboratorio | Da definire | 2000 | 2000 |
| Sale ad uso pubblico | Da definire | 700 | |
| Centro sportivo(Piscina e palestre) | Da definire | 5500 | |
| Polo didattico, spazi universitari | Da definire | 10500 | 3594 |
| Centro medico territoriale | Da definire | 400 | |
| Sede dei vigili urbani | 200 | 200 | 200 |
| Posti Auto | Da definire | 1000 | 323 |
| Ostello | Da definire | 2400 | 3224 |
Come si vede il progetto preliminare si era limitato a stabilire che il progetto del compendio avrebbe dovuto essere unitario e che avrebbe potuto comprendere all’interno una piccola quota di residenziale, tanto era bastato per scatenare l’ira funesta di chi gridava alla “speculazione edilizia”.
Il progetto Ferlenga:
1-Nasce da un documento di intenti reso pubblico allo scopo di sollecitare i contributi progettuali più opportuni.
2-E’ frutto di concorso di idee, più volte richiesto dall’ordine degli architetti ora stranamente silenti ad ogni scelta dell’amministrazione
3-La commissione che sceglie il progetto era composta coinvolgendo la struttura interna, l’ordine, l’università.
4-Non prevede l’alienazione di parte del compendio così faticosamente e onerosamente acquisito al patrimonio della città
Il Programma Complesso dell’attuale amministrazione
Oggi è il 575° giorno di vacanza della carica di vicesindaco. Tanto è passato da quando, il 2 luglio 2008, Alfredo Meocci ha ufficializzato le sue dimissioni. “Speriamo di non essere costretti a salutare i 600 giorni di assenza” (che scadranno il 22 febbraio prossimo) dice Roberto Uboldi, consigliere del Pd, il quale sull’argomento aveva presentato il 24 settembre 2009 una provocatoria proposta di delibera. Dopo mesi di attesa, la proposta di Uboldi è stata finalmente messa all’ordine del giorno del Consiglio comunale e verrà discussa nella seduta di domani.
“Lo Statuto comunale stabilisce che in caso di cessazione della carica di un assessore per qualsiasi motivo, questi debba essere sostituito entro 20 giorni – spiega il consigliere – un termine certo non perentorio ma che indica l’evidente necessità di evitare una vacanza a tempo indeterminato, tanto più nel caso in cui l’assessore sia anche vicesindaco, carica chiamata a svolgere il ruolo di ufficiale di governo in assenza del sindaco”. Uboldi proporrà dunque che l’articolo 25 dello Statuto comunale, che regola la cessazione della carica degli assessori, venga così modificato (in neretto le modifiche proposte): “Gli assessori che cessano per qualsiasi motivo dalla carica possono essere sostituiti dal sindaco quando gli pare”.
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