Castel San Pietro: ma non volevano un casinò?
Con il consueto rullo di tamburi e squilli di fanfara abbiamo appreso della storica firma che sancisce,ne poteva essere diversamente,l’utilizzo museale di Castel San Pietro."E’ una delle riqualificazioni più attese"ha ricordato il sindaco omettendo ovviamente che lui e la sua Lega avevano sempre votato contro al progetto,alla vendita alla Fondazione,alla destinazione museale.Provabilmente era...
Buonumore…
Tanto per risollevarci il morale.. ho trovato questa vignetta che ritrae le alte guide del popolo italico nell'arco della sua storia evolutiva.. "Cambiare tutto per non cambiare niente", si dice. Ma forse il primate se ci sentisse ne avrebbe a male. Almeno lui è sincero.

Il nuovo slogan di Tosi: “Meno verde e più case e negozi!”

Inserito da: admin il 19 febbraio 2010 in La Verona di Tosi - Commenti: Nessun Commento »

Antefatto

Durante il quinquennio Zanotto l’acquisizione del compendio della Passalacqua è severamente contrastata dal centro-destra, successivamente quando viene licenziata la prima bozza del Nuovo Piano di Assetto del territorio lo scontro diventa al calor bianco. Nella bozza infatti è previsto che oltre alle attese strutture per la locale università si possano realizzare 40. 000 metri cubi di nuova residenza ovviamente nel contesto di una pianificazione complessiva del compendio. La presenza di nuova residenze, ancorché prevalentemente previste per docenti e studenti, fa gridare allo scandalo e alla speculazione.

Lo sdegno di Mosele, allora rettore dell’Università

Sui quotidiani del 22 giugno 2004 possiamo leggere le dichiarazioni del magnifico rettore”La Passalacqua deve essere destinata ad attività universitarie e per il quartiere di veronetta. Il Comune ha invece inserito nuove abitazioni, nuovi edifici nell’area della caserma con un intento speculativo che va contro la volontà dell’ateneo. Questo lo confesso è stata una sorpresa che mi ha molto ferito e che mi ha spinto a decidere di candidarmi per la presidenza della provincia. Per fermare le mani sul territorio, anche se queste sono del comune!”

Lo sdegno di Mosele diventa il leit motive della campagna elettorale delle provinciali

E’ l’argomento principe della dura campagna del ballottaggio, affatto scontato fra Mosele e Franchetto, si badi non è la posizione del solo Mosele diventa la posizione di tutto il centrodestra infatti il giorno dopo in una affollata conferenza stampa Benetti e Marchesini (UDC), Mariotti e Sboarina (AN) Giacinto e Leso (F. I) Tosato (Lega) all’unisono proclamano “Mosele ha ragione” assolutamente contrari alla realizzazione di residenza all’interno del compendio, non solo per restare in veronetta il diniego è fermo anche nei riguardi del piano di recupero di alto san Nazaro che infatti raccoglie il loro fermo voto contrario.

Il piano Ferlenga

Anche per dissipare ogni malinteso alla radice si decide di bandire un concorso di idee progettuali per il compendio dell’ex caserma, vengono invitati qualificati professionisti, fra gli altri Gabrielli, Rudy, Eccheli e Ferlenga, i loro progetti vengono esaminati da una commissione composta dai tecnici del comune, dal presidente dell’ordine degli architetti dal rappresentane tecnico dell’università, all’unanimità viene prescelto il progetto del prof. Alberto Ferlenga dell’Università di Venezia. Il progetto si caratterizza per il verde significativo, per l’individuazione di una nuova centralità urbana di cerniera con il quartiere di veronetta, con un asse di penetrazione che la collega con il bastione di Campo Marzio con l’originale idea di un teatro delle mura unico nel suo genere.

Arriva Tosi

Le elezioni come è noto portano a Palazzo Barbieri il centrodestra che ovviamente sfascia tutto quello che era stato pianificato dalla giunta precedente, in soffitta il piano Ferlenga, entusiasmo per la consegna al comune della Passalacqua(contro la quale per la cronaca avevano votato contro), e in occasione del bilancio di quest’anno senza alcun preavviso presentazione alla stampa del nuovo progetto concretizzato in un emendamento Galeotto, si vende parte del compendio per realizzare alloggi (si avete capito bene, alloggi in quantità stratosfericamente superiore a quella prevista dalla giunta Zanotto). Nonostante il finto ritiro dell’emendamento e irregolarità procedurali a cui purtroppo siamo abituati, perche le regole valgono solo per gli altri, l’AGEC pubblica un bando in cui le scelte sulla passalacqua sono già oggetto di una gara e pertanto immodificabili con buona pace delle competenze del consiglio. Sulle irregolarità torneremo poi per ora è opportuno un confronto fra i numeri (non opinioni) dei diversi progetti

I tre progetti a confronto

Il Progetto Preliminare Il Piano Ferlenga Le scelte Attuali
Parco Interno alle mura Da definire 150. 000m2 140. 000 m2
Superficie della residenza 15. 000 12. 000m2 93000 m3 residenziale

31200 m3 dir. commerciale

Attività commerciali e di laboratorio Da definire 2000 2000
Sale ad uso pubblico Da definire 700
Centro sportivo(Piscina e palestre) Da definire 5500
Polo didattico, spazi universitari Da definire 10500 3594
Centro medico territoriale Da definire 400
Sede dei vigili urbani 200 200 200
Posti Auto Da definire 1000 323
Ostello Da definire 2400 3224

Come si vede il progetto preliminare si era limitato a stabilire che il progetto del compendio avrebbe dovuto essere unitario e che avrebbe potuto comprendere all’interno una piccola quota di residenziale, tanto era bastato per scatenare l’ira funesta di chi gridava alla “speculazione edilizia”.

Il progetto Ferlenga:

1-Nasce da un documento di intenti reso pubblico allo scopo di sollecitare i contributi progettuali più opportuni.

2-E’ frutto di concorso di idee, più volte richiesto dall’ordine degli architetti ora stranamente silenti ad ogni scelta dell’amministrazione

3-La commissione che sceglie il progetto era composta coinvolgendo la struttura interna, l’ordine, l’università.

4-Non prevede l’alienazione di parte del compendio così faticosamente e onerosamente acquisito al patrimonio della città

Il Programma Complesso dell’attuale amministrazione

  • nasce nel segreto degli uffici senza alcun coinvolgimento dell’esterno ne tantomeno delle commissioni consigliari, si noti che l’urbanistica e le alienazioni patrimoniali sono competenza esclusiva del consiglio.
  • Lo schema progettuale alla base della gara di alienazione scopiazza malamente alcune intuizioni del progetto Ferlenga ma francamente pare più orientato a “fare cassa” che a disegnare coerentemente un importante brano della città.
  • Pur avendo dichiarato in aula che l’inserimento nel piano delle opere significava che l’ipotesi progettuale era conforme alle norme urbanistiche nello stesso fascicolo dello studio preliminare è specificato a chiare lettere che la collocazione della parte residenziale confligge con i vincoli urbanistici che andranno opportunamente rimossi. Il rispetto delle regole tuttavia è chiaramente un optional.
  • La scelta è di alienare una parte del compendio, errore a parte nostra gravissimo. Il privato poteva ovviamente essere coinvolto ad esempio con un opportuno diritto di superficie che garantisse per il futuro la proprietà pubblica di quel delicato compendio.
  • La perizia di stima per la vendita, peraltro non autorizzata dal consiglio comunale, redatta a cura dell’AGEC fa riferimento a una stima del 2003 di aree in Borgo Nuovo di 201 euro al metro cubo, a una vendita a san Michele realizzata a 293 euro al metro cubo, di un terreno a fondo Frugose andato in aggiudicazione a 255 euro al m3, la perizia conclude con una stima di 220 euro al metro cubo per il residenziale e di 265 euro per il direzionale-commerciale. Ogni commento è supefluo chiunque conosca la città sa perfettamente che centro storico e borgo nuovo e fondo frugose non sono assolutamente comparabili. Per inciso anche ammesso che fosse giusto vendere una parte dell’area della Passalacqua è assai poco avveduto farlo nel momento in cui il mercato immobiliare conosce una flessione sicuramente più importante degli ultimi vent’anni.
  • Nel Bando pubblicato dall’AGEC si legge in premessa che “Il Comune ha già provveduto a definire l’insediamento oggetto del bando attraverso l’elaborazione di apposito studio preliminare!”evidentemente la competenza del consiglio è un dettaglio del tutto irrilevante, nella conferenza di fine anno un capogruppo di maggioranza ha tenuto a precisare che il futuro piano degli interventi è competenza del consiglio, se il buongiorno si vede dal mattino……. .
  • Sarà AGEC a scegliere il contraente e quindi la soluzione progettuale e urbanistica giudicata la più opportuna, il consiglio ratificherà…. e in barba alle declamate esigenze di qualità progettuale il bando attribuisce sui cento punti attribuibili dalla commissione di gara, rigorosamente nominata da agec, un massimo di sette punti per la qualità progettuale urbanistica, paradossalmente potrebbe vincere la selezione un progetto con voto zero in qualità urbanistica.
  • Non casualmente il bando prevede che “il concorso è valido anche nel caso di presentazione di una sola offerta”precisazione assolutamente opportuna visto che l’abito richiesto dalle caratteristiche del bando non si adatta a molti, anzi a pochissimi….
  • In diverse occasioni si è ribadito che l’iniziativa è a costo zero per il comune, il bando come è noto è regionale i fondi disponibili per tutta la regione sono di 22 milioni di euro, si è detto che il comune punta a portare a casa 10 milioni, bene 4 milioni di euro sono riservati per bando ai comuni con popolazione inferiore ai 15. 000 abitanti, i rimanenti, per tutti i comuni della regione vedranno un punteggio privilegiato di 10 punti ai comuni che assicurano un co-finanziamento del 45%, come possa ragionevolmente pensare di accappararsi “a costo zero” più della metà dei fondi disponibili si vedrà. Non si dovrà attendere molto visto che le domande in regione dovranno essere presentate entro il 17 aprile circostanza questa che porterebbe i maligni a pensare che i pochissimi, o “il” pochissimo sia già al lavoro.
  • Conclusivamente spiace constatare che in occasione del “finto ritiro dell’emendamento” ci è stato chiesto se l’opposizione era di principio o se si potesse “discutere” da oggi abbiamo ancor più contezza di cosa si intenda per “discutere”dalle parti del centrodestra.

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