Proposta indecente, da Agsm altri 150mila euro al Comune.
L’accusa: “Campagna elettorale con i soldi delle bollette”
Uboldi: “Con la Lega meridionalizzazione della politica”
“Non è bastato prosciugare il fondo di riserva per decine di milioni di euro, né dirottare tutti gli utili di esercizio degli ultimi tre anni, adesso il Comune chiede ad Agsm altri 150 mila euro per una non meglio specificata campagna pubblicitaria-lampo che, guarda caso, casca proprio nell’ultimo mese di campagna elettorale. Lega e Pdl stanno portando avanti una meridionalizzazione della politica che credevamo propria di altri territori”. Questo il duro commento di Roberto Uboldi, consigliere del Partito Democratico e candidato al Consiglio regionale Veneto sul nuovo scivolone dell’ex municipalizzata che, dopo la polemica del sorteggio della commissione aggiudicatrice del bando di Cà del Bue, torna a far parlare di sé.
Breve cronistoria:
Lunedì 1°marzo la presidenza Agsm mette al corrente il consiglio di amministrazione di una richiesta di sponsorizzazione pervenuta dal Comune chiedendo che venga approvata “urgentemente”. Palazzo Barbieri invita Agsm ad impegnare 130 mila euro (più Iva) per una campagna pubblicitaria della durata di tre mesi da svolgere negli impianti sportivi gestiti dal Comune. In particolare 100 mila euro (più Iva)sarebbero impiegati per pubblicità allo stadio Bentegodi e al Palazzetto dello Sport e altri 30 mila euro (più Iva) in altri impianti minori. Come si riuscirà poi ad appurare, la lettera è datata 18 febbraio 2010 e porta la firma del sindaco Flavio Tosi e dell’Assessore allo Sport Federico Sboarina. “Tale soluzione permetterebbe al Comune di avere un’entrata economica finalizzata sia all’abbattimento delle spese di funzionamento e gestione dell’impianto calcistico comunale” scrivono sindaco e assessore.
La proposta della presidenza trova subito il parere contrario dei revisori dei conti perché viola i più elementari principi contabile: sarebbe come se Berlusconi prelevasse denaro delle sue società per azioni per allargare il suo mausoleo privato. Ma contro di essa si esprimono anche alcuni consiglieri, tra cui quello di minoranza Marco Burato, i quali annotano che:
- l’Azienda non dispone di un piano della comunicazione e il Comune non può deciderne la strategia comunicativa a un mese dalle elezioni, anche perché non ha alcuna competenza in materia.
- Le finalità proposte dal Comune (riduzione delle spese di gestione degli impianti sportivi) non hanno nulla a che vedere con le finalità aziendali.
- Tali risorse potrebbero venire più utilmente impiegate per la riduzione delle tariffe per le famiglie bisognose, il che avrebbe tra l’altro un ritorno d’immagine paragonabile se non superiore alla pubblicità.
Così il presidente Sardos Albertini ritira la proposta di delibera, ma poi incarica un dirigente di Agsm di produrre una piano di marketing pubblicitario, col quale tornerà alla carica questo pomeriggio in occasione del del nuovo CdA, che si preannuncia bollente. L’escamotage servirà forse a superare la censura dei revisori dei conti ma lascia aperti tutti i precedenti interrogativi. In particolare la proposta (indecente) resta in forte odore di marchetta elettorale, tanto più che i contenuti della pubblicità rimangono ancora ignoti e che la richiesta del Comune non risulta mai essere stata discussa dall’azienda ma accettata in toto senza nemmeno cercare di contrattare migliori condizioni economiche.
Non da ultimo, come osserva il consigliere Burato nella memoria che presenterà questo pomeriggio, la richiesta formulata dal dirigente Agsm rappresenta una “pezza giustificativa” ma non spiega ancora perché, se un investimento in comunicazione deve essere fatto, si debba per forza puntare sugli impianti sportivi e non, ad esempio, sui mass media, oppure sulla riduzione delle tariffe per famiglie bisognose, il che avrebbe un ritorno d’immagine superiore, alla pubblicità. Insomma con i soldi delle tariffe di gas ed elettricità il Comune diventa azienda esperta pubblicitaria, ma solo per i prossimi tre mesi. Tutto questo fa pensare se a pagare sono i clienti di Agsm.
Da L’Arena di oggi
L’AZIENDA NEL MIRINO. L’opposizione in Consiglio comunale chiede di far chiarezza dopo le critiche partite dal Pdl
«Commissione d’inchiesta sulla conduzione dell’Agsm»
Il Pd: «Situazione grave, lo prova il conflitto nella maggioranza»
Tosi: «Polemiche inutili, faremo un Consiglio straordinario»
L’opposizione chiede una commissione consiliare d’inchiesta sulla conduzione dell’Agsm, ma il sindaco Flavio Tosi risponde picche, respingendo al mittente quelle che definisce, in una nota inviata alla stampa, «inutili e pretestuose polemiche». Tuttavia il sindaco fa sapere che sulla questione sarà convocata una seduta straordinaria del Consiglio comunale.
A Palazzo Barbieri continua a soffiare aria di tempesta politica dopo le clamorose critiche alla gestione dell’azienda multiutility partite dal membro di maggioranza del cda Fabio Gamba e dall’assessore regionale Massimo Giorgetti, coordinatore cittadino del Pdl. «La situazione è gravissima», esclama la capogruppo del Pd Stefania Sartori, «e il conflitto esploso all’interno della maggioranza ne è la prova e a questo punto la città, di cui la partecipata è patrimonio, non può accontentarsi di una semplice verifica interna al centrodestra. La denuncia degli esponenti di maggioranza», aggiunge la capogruppo del Partito democratico, «fa seguito, confermandole, alle critiche di immobilismo dell’Agsm e di gestione non trasparente delle società collegate fatte in precedenza dall’opposizione». La Sartori punta il dito sull’amministrazione comunale: «Ha rastrellato utili e riserve finanziarie della società penalizzandone gli investimenti e la competitività in vista di future alleanze».
È Giancarlo Montagnoli, del Pd, ex assessore alle partecipate nella giunta Zanotto a rendere noto che le opposizioni hanno depositato una mozione che chiede una commissione d’indagine «per acquisire le necessarie informazioni utili ad esprimere gli indirizzi che competono al Consiglio comunale e impegnare il sindaco e la giunta a presentare entro sei mesi il piano per le alleanze di Agsm a partire dalla fusione tra Agsm e Amia e a ridurre a tre i componenti del cda, che è in scadenza, e delle aziende collegate per il prossimo mandato garantendo la presenza di un rappresentante dell’opposizione».
Un altro esponente del Pd, Roberto Uboldi , inoltre, chiede se il consigliere Gamba «ha ancora la fiducia del sindaco considerando le ripercussioni delle sue dichiarazioni». E sottolinea: «Il presidente di Ascopiave leggendo le affermazioni di Gamba nella rassegna stampa che gli arriva sulla scrivania tutte le mattine sarà incoraggiato a portare avanti una politica di alleanze o avrà buoni motivi per starne alla larga visto che Gamba è un consigliere di maggioranza, perdipiù supportato da un esponente del Pdl di primo piano? E se Tosi tace significa due cose: o che Gamba ha ragione o che siamo di fronte a una irresponsabile pantomina elettorale giocata sulla pelle dell’azienda veronese. Per fare chiarezza, quindi, l’unica strada è quella della commissione d’indagine, i cui membri, tra l’altro, rispetterebbero la proporzionalità tra maggioranza e opposizione».
Il sindaco Tosi affida a un laconico comunicato la sua replica ai consiglieri del Pd Sartori, Montagnoli e Uboldi. «Sull’Agsm verrà convocato nei prossimi giorni un apposito Consiglio comunale straordinario: sarà quella», taglia corto, «al di là delle inutili e pretestuose polemiche, la sede più idonea per un serio confronto». E.S.
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