ELEZIONI REGIONALI 28 – 29 MARZO 2010
Programma del candidato Roberto Uboldi
1. Affrontare la crisi delle imprese e del lavoro
Le imprese ed il lavoro sono la risorsa più importante di Verona e del Veneto . La politica ha il compito di difendere il valore sociale delle imprese venete e fare in modo che il peso ed il rischio della crisi economica non ricadano sulle spalle di chi investe e innova i propri prodotti e su quelle dei lavoratori.
A. A Verona serve una strategia di innovazione dei distretti settoriali, con protezione temporanea dei vecchi, accompagnamento dei nuovi, investimenti in ricerca, formazione, credito allo sviluppo. Particolare attenzione dovrebbe essere affidata all’economia verde, alle tecnologie appropriate ed al risparmio energetico.
B. In questo contesto va definito un piano regionale per il lavoro, con articolazioni territoriali. Particolare attenzione va prestata all’occupazione giovanile e femminile.
2. La mobilità e le infrastrutture
Le strade sono intasate e la congestione aumenta. Lo smog è un problema molto grave. Bisogna rilanciare il trasporto pubblico. L’amministrazione Lega Nord e PdL ha puntato sulla privatizzazione della mobilità con costi economici elevatissimi per il pagamento delle tangenziali, compresa quella sotto le Torricelle, e per la volontà di far pagare multe salate agli automobilisti.
Un intervento più ampio riguarda: i completamento dei Corridoi europei N. 1 e 5; la nuova strada statale 12 per scaricare il traffico di attraversamento a Buttapietra, Cadidavid e Borgo Roma; il completamento della 434 fino a Basso Acquar; no alla proliferazione di centri logistici; l’estensione della metropolitana di superficie regionale nell’area occidentale della regione costituendo il nodo ferroviario tra Verona Porta Vescovo e Verona Porta Nuova, offrendo un servizio ai 70.000 abitanti dei quartieri dell’est veronese.
3. Verona seconda area metropolitana del Veneto
Il ruolo di Verona nel Veneto deve partire da questa sua collocazione che la rende oggettivamente provincia leader del bacino comprendente le province di Trento, Brescia, Mantova, Vicenza. Il ruolo di Verona va visto in tale prospettiva e questo è il suo contributo allo sviluppo della Regione. La Regione dovrebbe riconoscere e favorire tale ruolo di Verona come contributo fondamentale dello sviluppo futuro del Veneto, anche con intese con le Regioni del Trentino e della Lombardia.
4. Federalismo
Dire No al centralismo regionale perché il federalismo va inteso come responsabilità e capacità di autogoverno. Serve un federalismo a partire dai Comuni.
5. Enti pubblici e servizi locali
La regione dovrebbe favorire l’estensione di rapporti tra gli enti (Fiere, Aeroporti, Interporti, Fondazioni liriche, …) e aziende dei servizi locali senza pretendere di proporre come dato iniziale sistemi regionali per ognuno di essi.
6. Sicurezza
Occorre introdurre una nuova concezione. Una buona vita deve poter contare: A. su un buon lavoro che comprenda la prevenzione degli infortuni; B. un buon sistema socio – sanitario; C. un buon sistema di istruzione e formazione continua; D. la possibilità di abitare serenamente le nostre comunità e le nostre case. No alle ronde padane e Si alla Pubblica Sicurezza adeguatamente sostenuta dallo Stato.
7. Sanità
Occorre coltivare le eccellenze, specializzandosi ulteriormente e potenziare il rapporto con il territorio. In specifico occorre riportare le cure dentistiche sotto il Servizio regionale, cominciando con il fornire il servizio gratuitamente ai bambini e agli anziani ultra 65enni.
8. Politiche sociali
Il modello sociale veneto si deve rigenerare attraverso la valorizzazione del rapporto stretto tra welfare e famiglia e uno spostamento di risorse sulle giovani generazioni. Occorre pertanto rendere più organiche e meno frammentarie le politiche a sostegno della famiglia, degli anziani e dei minori. Massicci interventi dovranno essere compiuti per la costruzione di alloggi popolari. A fronte del forte invecchiamento della popolazione, occorre potenziare il Fondo per anziani non autosufficienti.
9. Immigrati
Va cambiata la legislazione di ingresso con flussi per il mercato del lavoro regolati. Il Veneto, in coerenza con la sua storia e la sua civiltà, dovrebbe approntare un piano organico di accoglienza e integrazione.
10. Ambiente
Il patrimonio storico, artistico, monumentale e paesaggistico accumulato sul territorio veneto e specificatamente veronese, va tutelato e valorizzato. Il territorio va rigenerato: passando dalla dispersione edilizia e dalla indiscriminata saturazione/congestione dei territori, colpa anche della grande distribuzione, ad una azione di rigenerazione del territorio, a partire dalle aree dismesse come quelle della ZAI storica e delle vecchie parti edificate. No ad ogni ipotesi di ritorno al nucleare.
11. Turismo
Le attività turistiche, culturali e artigianali collegate, devono diventare un sistema organizzato in una rete, mettendo dei limiti ai particolarismi corporativi.
12. Montagna
Per una effettiva vivibilità della montagna veronese, ci vogliono autonomie amministrative, regolamentari e finanziarie, per assicurare i servizi essenziali alle persone e con ciò la residenzialità.
Impegno della regione a investire risorse adeguate nel sistema formativo per sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa,l’accesso al diritto allo studio di tutti e in particolare dei capaci e meritevoli.
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