10. Ambiente
Il patrimonio storico, artistico, monumentale e paesaggistico accumulato sul territorio veneto e specificatamente veronese, va tutelato e valorizzato. Il territorio va rigenerato: passando dalla dispersione edilizia e dalla indiscriminata saturazione/congestione dei territori, colpa anche della grande distribuzione, ad una azione di rigenerazione del territorio, a partire dalle aree dismesse come quelle della ZAI storica e delle vecchie parti edificate. No ad ogni ipotesi di ritorno al nucleare.
9. Immigrati
Va cambiata la legislazione di ingresso (Bossi-Fini) con flussi per il mercato del lavoro regolati. Il Veneto, in coerenza con la sua storia e la sua civiltà, dovrebbe approntare un piano organico di accoglienza e integrazione.
Il modello sociale veneto si deve rigenerare attraverso la valorizzazione del rapporto stretto tra welfare e famiglia e uno spostamento di risorse sulle giovani generazioni. Occorre pertanto rendere più organiche e meno frammentarie le politiche a sostegno della famiglia, degli anziani e dei minori. Massicci interventi dovranno essere compiuti per la costruzione di alloggi popolari. A fronte del forte invecchiamento della popolazione, occorre potenziare il Fondo per anziani non autosufficienti.
6. Sicurezza
Occorre introdurre una nuova concezione. Una buona vita deve poter contare:
No alle ronde padane e Si alla Pubblica Sicurezza adeguatamente sostenuta dallo Stato.
5. Enti pubblici e servizi locali
La regione dovrebbe favorire l’estensione di rapporti tra gli enti (Fiere, Aeroporti, Interporti, Fondazioni liriche, …) e aziende dei servizi locali senza pretendere di proporre come dato iniziale sistemi regionali per ognuno di essi.
4. Federalismo
Dire No al centralismo regionale perché il federalismo va inteso come responsabilità e capacità di autogoverno, non accentramento di poteri e responsabilità lontani dagli occhi dei cittadini. Serve un federalismo a partire dai Comuni.
3. Verona seconda area metropolitana del VenetoIl ruolo di Verona nel Veneto deve partire da questa sua collocazione che la rende oggettivamente provincia leader del bacino comprendente le province di Trento, Brescia, Mantova, Vicenza. Il ruolo di Verona va visto in tale prospettiva e questo è il suo contributo allo sviluppo della Regione. La Regione dovrebbe riconoscere e favorire tale ruolo di Verona come contributo fondamentale dello sviluppo futuro del Veneto, anche con intese con le Regioni del Trentino e della Lombardia.
2. La mobilità e le infrastruttureLe strade sono intasate e la congestione aumenta. Lo smog è un problema molto grave. Bisogna rilanciare il trasporto pubblico. L’amministrazione Lega Nord e PdL ha puntato sulla privatizzazione della mobilità con costi economici elevatissimi per il pagamento delle tangenziali, compresa quella sotto le Torricelle, e per la volontà di far pagare multe salate agli automobilisti.
Per prima cosa vanno favorite le piste ciclabili, invece che smontarle come sta facendo Tosi.
Un intervento più ampio riguarda: i completamento dei Corridoi europei N. 1 e 5; la nuova strada statale 12 per scaricare il traffico di attraversamento a Buttapietra, Cadidavid e Borgo Roma; il completamento della 434 fino a Basso Acquar; no alla proliferazione di centri logistici; l’estensione della metropolitana di superficie regionale nell’area occidentale della regione costituendo il nodo ferroviario tra Verona Porta Vescovo e Verona Porta Nuova, offrendo un servizio ai 70.000 abitanti dei quartieri dell’est veronese.
1. Affrontare la crisi delle imprese e del lavoroLe imprese ed il lavoro sono la risorsa più importante di Verona e del Veneto . La politica ha il compito di difendere il valore sociale delle imprese venete e fare in modo che il peso ed il rischio della crisi economica non ricadano sulle spalle di chi investe e innova i propri prodotti e su quelle dei lavoratori.

Uno dei limiti dei primi impianti di trattamento meccanico biologico era quello di produrre comunque un 20-30% (rispetto a quanto entrato inizialmente nell’impianto) di rifiuto da conferire in discarica o da portare all’incenerimento; questo problema poneva alcuni dubbi sulla reale opportunità di costruire questi impianti al posto di altri sistemi già conosciuti ed utilizzati come gli inceneritori. Questo problema è stato recentemente risolto grazie all’iniziativa della dott.sa Carla Poli del Centro Riciclo Vedelago in provincia di Treviso.L’impianto di Vedelago (che non gestisce la frazione umida e che quindi utilizza solo sistemi meccanici), grazie all’accoppiamento di diversi impianti che lavorano in serie, è in grado di rendere riutilizzabile circa il 99% del rifiuto conferito derivante sia dalla raccolta differenziata residenziale porta a porta (proveniente dai Comuni del circondario) sia rifiuti industriali di commercianti ed artigiani; grazie a questi impianti il centro è in grado di portare all’industria una materia prima-seconda riutilizzabile in ulteriori cicli di produzione. La percentuale di rifiuto non differenziabile (principalmente plastiche), e quindi solitamente non riutilizzabile, viene prima estruso e poi tritato finemente fino ad ottenere un granulato a matrice prevalentemente plastica utilizzato principalmente dall’industria come alleggerito nei manufatti edili (mattoni, pali, ecc…) in sostituzione della sabbia di cava (20-30% del materiale necessario alla creazione del manufatto); questo materiale conferisce caratteristiche migliorative ai manufatti ottenuti che rispondono regolarmente alle norme UNI vigenti. La sabbia sintetica ottenuta viene utilizzata anche per la creazione di sedie, panchine, bancali ed altri manufatti vari.
Gli stessi creatori del Centro Riciclo Vedelago dichiarano che i costi globali per la costruzione di un impianto di questo tipo si aggirano attorno ai 5 milioni di euro in un arco temporale di circa 3 anni. Impianti gemelli come quello di Vedelago sono in costruzione in Sardegna grazie all’iniziativa di 14 Comuni locali, con a capo il Comune di Tergu, e a Colleferro a seguito di un’iniziativa di imprenditori privati.
Guarda il video istruttivo. Si può riciclare fino al 95% dei rifiuti, e a Treviso lo stanno facendo!!
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